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Gentil Centro Blog · Psicologia

Il lutto dell’infertilità: un dolore invisibile e reale

Una riflessione sul dolore legato all’infertilità, sulla perdita di un futuro immaginato e sulla difficoltà di attraversare un lutto che spesso non viene riconosciuto dagli altri.

Autrice
Categoria Psicologia
Lettura 4 minuti
Luisa Dipino, psicoterapeuta presso Gentil Centro
Un dolore da riconoscere

Anche ciò che non è accaduto può lasciare una traccia

Il lutto dell’infertilità può coinvolgere identità, relazioni, autostima e il progetto di vita immaginato.

Una perdita reale, anche se invisibile
Un futuro immaginato che cambia forma
Uno spazio per nominare e attraversare il dolore

Non sempre è facile riconoscere un lutto, perché un lutto non riguarda sempre la morte. Tra questi c’è il lutto dell’infertilità.

Un lutto non riguarda sempre la morte

Non sempre è facile riconoscere un lutto, perché un lutto non riguarda sempre la morte. Tra questi c’è il lutto dell’infertilità.

Per questo, provo a dirne qualcosa nel modo più delicato possibile, perché so che il dolore di chi ci passa è grande un mondo.

La perdita di un oggetto amato

Freud, in Lutto e melanconia del 1917, scrive che il lutto è la reazione alla perdita di un oggetto amato.

Infatti, il desiderio di avere un figlio, per molte persone, diventa proprio questo: un oggetto psichico intensamente investito.

Non è soltanto un’idea

È una scena futura già immaginata: una relazione, una continuità, una forma possibile di vita.

Quando si perde anche una storia immaginata

Quando arriva una diagnosi di infertilità, oppure quando i tentativi falliscono ripetutamente, infatti, non si perde soltanto una possibilità biologica.

Di conseguenza, si perde anche quella storia immaginata. Insieme a essa, si perde il futuro.

Una vera e propria crisi esistenziale

La letteratura psicologica descrive l’infertilità come una vera e propria crisi esistenziale che coinvolge identità, autostima, relazioni e progetto di vita.

Inoltre, non di rado compaiono sentimenti di colpa, fallimento, solitudine o depressione.

Identità Può cambiare il modo in cui la persona guarda a sé stessa.
Autostima Può emergere una sensazione di inadeguatezza o fallimento.
Relazioni La coppia e i legami sociali possono essere messi sotto pressione.
Progetto di vita Ciò che era stato immaginato può sembrare improvvisamente irraggiungibile.

Il lutto che spesso rimane invisibile

A complicare le cose, inoltre, c’è il fatto che questo lutto rimane spesso invisibile.

Non c’è una perdita visibile per gli altri. Manca una data che segni l’inizio del dolore. Spesso, inoltre, manca un riconoscimento sociale che autorizzi il lutto.

Per questo alcuni autori parlano di lutto non riconosciuto, disenfranchised grief: una perdita reale, ma difficilmente legittimata dall’ambiente.

Un lutto senza funerale

È un dolore senza un rituale collettivo che lo riconosca, lo renda visibile e gli conceda uno spazio.

Anche ciò che non è mai accaduto può lasciare una traccia

Eppure, anche ciò che non è mai accaduto può lasciare una traccia profonda nella vita psichica.

Freud lo aveva intuito bene: il lutto riguarda sempre un oggetto d’amore. Quando quel legame non può realizzarsi, quindi, il lavoro del lutto serve proprio a questo: a trovare, lentamente, un modo perché la vita possa tornare a investire altrove.

Luisa Dipino, psicoterapeuta presso Gentil Centro
Articolo scritto da

Luisa Dipino

Psicoterapeuta presso Gentil Centro. Accoglie la persona in uno spazio di ascolto attento, riservato e rispettoso, dove poter dare voce a ciò che si sta vivendo.

Vuoi trovare uno spazio per questo dolore?

Gentil Centro offre uno spazio professionale e riservato in cui poter riconoscere, nominare e attraversare anche le perdite che gli altri non sempre riescono a vedere.